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Futuro e Movimento
La Gazzetta di Mantova
20 marzo 2014
Futuro e Movimento di Mutti

Recensione di Tonino Zana

 

da: "Le Ragioni del Futuro" - dicembre 2009

Ilario Mutti va visto dall'inizio, come quei film con trama complessa, non facilmente intuibili nel fondo se non per luogo comune, lettura superficiale.

A livello di superficie, dunque, Ilario Mutti sarebbe un bravo scultore venuto dalla classicità e rimasto a difendere l'onore di una storia, della sola storia resistita nei millenni per affermare la regola centrale dell' arte scultorea, che esiste per quanto riesci a risalire e a rivedere, a scoprire e a riscoprire.

A prima vista, Mutti si piazzerebbe nelle stanze principali di una scultura che provenendo dai primi del Novecento e avendo studiato la forma, dal Rinascimento all'Ottocento, si inchina e ripresenta la chiarezza di uno stile veritiero tanto più se si associa a una realtà palpabile. Anzi, meglio, alla funzione del soggetto rilanciato nella scultura.

Invece, Ilario Mutti è molto altro. Troppo sospese sono le forze contraenti, il punto di fuga e il punto di consistenza, segno di una lotta furiosa tra le parti. Non si connota, in superficie, viene a riassumersi alla fine. Il futuro e il futurismo di Ilario Mutti penetrano e crescono nella dialettica quotidiana tra il passato antico e il passato prossimo. Mutti è il mediatore di questi due passati e, finito il duello con le forze meno nobili della tensione, gli spetta il tributo e la rappresentanza di artista messaggero e testimone del passaggio dalla classicità eletta e votata all'unanimità al futurismo maggioritario quando gli accade di essere maggioritario, vale a dire in certe stagioni favorevoli e di passaggio come la nostra, dopo un tempo lungo di immobilismo e di palude.

Occorrono gli uomini e gli artisti dai nervi saldi come Ilario Mutti per transitare in questi passi da cui si spara da destra e da sinistra e ciò che conta è uscirne vivi e con lo spirito saldo, anzi rinsaldato al futuro. Mutti è il più prossimo al parto, al momento in cui lo sforzo è brutalmente spirituale, al punto della nascita.

Vedi i suoi cavalli? Sono sempre in attesa e stanno partorendo il cavallo del futuro.

Lo scultore nasconde, qualche volta, la provenienza, o meglio, l'abilità a disegnare e più raramente a dipingere. La base è profonda, la complementarietà è assicurata, la ricerca di Mutti è incessante e se ti fermi sui particolari, se apri la lente sulla criniera, sul ventre, intorno ai nitriti, ai nudi e ai carri del nostro cielo, allora ti confermi sulla bontà accertata della bellezza muttiana, del suo avanzare corposo, senza incertezze, secondo una umiltà aristocratica

Di chi, come Ilario Mutti, brandisce un futurismo per un futuro che stia con le forme inossidabili della vita e che, contemporaneamente, interpreti le nuove geometrie dell' anima e dello spazio. Secondo una sicurezza originale e rispettando chi ti rispetta. Uno scolpire sensato come il bel parlare, comprensibile ed utile.

da: "7ESPRESSIONI7" - dicembre 2009

Se pensate che la bonomia, perfino fisica, di Ilario Mutti lo ponga al centro di una pedagogia umana di media­zione, vi sbagliate di grosso. La mediazione intellettuale e artistica, Ilario Mutti la esercita su se stesso, tenendo a freno un ribollio di cose interne e dovendo evitare scontri esistenziali. E' un buono, certo, ma per dovere civile.

Uno di quei buoni, che quando arrivano all'arte della scultura - e della pittura e del disegno - vi scavano den­tro sentimenti reali e di ricerca e non intendono rinunciare alla pulsione che gli viene dal cuore e dalla testa, dai confronti con gli altri e dalle giocate della vita.

La scultura per Ilario Mutti è un momento di liberazione, il momento in cui crea il patto con la natura e va in cerca dell'amore e delle linee e delle forme che gli appartengono. L'amore della creazione, della sensualità, l'a­more della protezione, l'amore, appunto della liberazione.

Spesso compare il cavallo, per eccellenza simbolo di potenza e di velocità, di amicizia bizzarra e di predispo­sizione ad essere domato. Il cavallo, ribelle per soggiogamento. Mutti è un ribelle nascosto e si imparenta con il cavallo per via di un capirsi subito nell'energia naturale di un temperamento potenzialmente furioso.

Come, Ilario Mutti vicino alla furia?

No, non si pone così la questione tra l'intelligenza dell'artista e la natura del soggetto. Il cavallo è furioso per predisposizione e per risposta a un'offesa. Mutti è uomo di pace ed è furioso se lo scateni per dispetti e per la mancanza di una seria traduzione della sua vita artistica.

Come si infuria Mutti? Non come il cavallo che plasma, ma come la saggezza di una madre. Si riserva un silen­zio acuto e ti lascia solo nella prateria delle inutilità. Dove cresce un'erba finta e fischia un vento da tagliare la pelle.

L'opera di Mutti, nella sua completezza, richiama radure ricche di colore e di futuro, forme dominate da lunghe fatiche.

Perché non si crea niente in assenza di un pianto, di una gioia.