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Futuro e Movimento di Mutti

Recensione di Luigi Salvetti

 

24 Marzo 1991 - SALA CIVICA CASTELLO DI LAGUSELLO (Mn) 
Inaugurazione collettiva: Angelo Arbosti, Marco Furri, ila­rio Mutti, Pierino Tramonta

Nell'esperienza artistica i criteri per misurare l'età sono notevolmente diversi da quelli che si riferiscono ad altre dimensioni della vita. Per cui si parla di pittori e scultori giovani almeno fino ai quarant'anni.

E con buona ragione perché nell' esperienza dell' arte la maturità si raggiunge dopo una lunga disciplina e con molti anni di lavoro sofferto e continuo.

Costituisce perciò un'autentica sorpresa la mostra che quattro giovani artisti bresciani presentano nella suggestiva cornice di Castellaro perché il loro linguaggio e il loro modo espressivo sono così ben personalizzati e originali da imporsi con l'efficacia di una coerenza particolare.

Un breve cenno per ciascuno di loro serve ad introdurre il visitatore a una lettura più pertinente delle opere presentate.

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Ilario Muttì, che coltiva più discipline (pittura, grafica e scultura) si presenta con alcune sculture dalla forte impronta plastica, contrappuntate da pagine disegnate con sottile grafica tessuta su complesse compenetrazioni e sug­gestive allusioni.

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Quattro personalità diverse ma tutte ricche e suggestive. Hanno in comune soprattutto la serietà del fatto artistico, la sensibilità alle voci del loro mondo interiore e del tempo in cui sono inseriti con desiderio di protagonismo, che non è il protagonismo dell' esibizione ma quello che appartiene ad ogni coscienza illuminata, consapevole di giocare anche nell'arte (a volte soprattutto nell'arte!) il senso della propria vocazione umana.

Luigi Salvetti - 13/3/91