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25 Marzo 2014
Futuro e Movimento
La Gazzetta di Mantova
20 marzo 2014
Futuro e Movimento di Mutti

Recensione di Marta Mai

 

Ilario Mutti, persona generosa e sempre disponibile, quando agisce artisticamente trasferisce nelle sue opere la sua indole, che tutto e tutti rispetta nella loro unicità ed espressività.
Le infinite, varie e inusitate posture dei suoi soggetti, che attirano, stupiscono, interrogano e suscitano concordi consensi per la perizia tecnica e la vis creativa, secondo la nostra lettura sono metafora dell’umanità, che nelle singole e irripetibili sue manifestazioni, sia somatiche che emotive, sempre richiama l’uomo.
Pertanto, se i cavalli di Ilario Mutti, comunque si propongano, rimandano sempre al concetto di cavallo, così ogni uomo (simbolizzato nel cavallo), comunque lo si localizzi nel tempo e nello spazio, e comunque si esprima, sempre è da ricondurre al concetto astratto di uomo, al di là del messaggio particolare che ogni singola opera fissa e trasmette.

Inoltre, se il cavallo/uomo di Ilario Mutti dice della fatica del vivere, delle difficoltà dei rapporti sociali, della tensione costante per tendere alla realizzazione responsabile di sé, la figura femminile - altro soggetto privilegiato - è l’alter ego che completa l’uomo, equilibra le sue ansie, lo conforta, gli dà amore, e accoglie nel grembo il suo seme fecondatore, che genera la vita.

Ci piace protrarre la nostra lettura - che vuole l’Artista ideale propugnatore di un mondo armonioso, che si conquista con caparbietà - riconoscendo nei due soggetti da lui privilegiati (cavallo/uomo e donna) caratteristiche, che s’incontrano e convivono in ogni essere umano, fatte salve le prerogative del genere e l’unicità di ciascuno.

Quando l’espressione artistica di Ilario Mutti supera gli spazi predisposti per le esposizioni, si aprono le piazze: qui, sparsi per tanta parte della terra bresciana, troneggiano i suoi monumenti, che contagiano generosità o suggeriscono una preghiera in ossequio alla nostra tradizione religiosa. Avanza un discorso di fratellanza e collaborazione tra gli uomini o di aderenza alla nostra cultura, che ci aggrega e si consolida quando l’artista indugia sulle mani, classico simbolo di partecipazione affettiva e di intervento concreto.

In sintesi, la produzione di Ilario Mutti, che è di grande spessore - e che non fa riferimenti a nessuno, perché l’artista non è allineato a correnti - è risultato di doti naturali, educate con studi classici e confermate con continue e costanti sperimentazioni, e sorrette da profondo pathos individuale.
Si esprime in scultura con opere in marmo di Carrara o fuse in bronzo, secondo procedimenti a cera persa, e con terrecotte trattate secondo tecnica semire, presentate grezze o patinate; si esprime altresì nella grafica, e sempre con comunicazioni che raccontano lo sforzo di superare il disorientamento della

Contemporaneità, per tendere a costruire valori personali e acquisire sicurezze con cui progredire e crescere in umanità. Infatti, l’artista Ilario Mutti, convinto che il bello può migliorare il mondo, ce lo offre, e non solo per goderne esteticamente, ma anche per riflettere e ambire ad armonia interiore da diffondere.

Prof.ssa Marta Mai