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Giornale di Brescia
18 Marzo 2016
L'opera d Ilario Mutti a Motta di Livenza
Archivio - Aprile 2015
Ilario Mutti "Espansione e Domani"

Recensione di Enrico Danesi - Sindaco di Rezzato

 

Conosco l’arte di Ilario Mutti da qualche anno, e sempre, ammirandone le opere, rimango folgorato dalla sua personalissima idea di movimento. E’ la prima cosa che mi colpisce, ed è qualcosa da cui non riesco a sottrarre lo sguardo, perché quello che vive dentro i soggetti rappresentati è un movimento che sembra non finire, ed io invece, come spettatore, sono portato a cercare una conclusione, un termine che non trovo, e che dunque mi spinge a cercare ancora, in una sorta di rincorsa che finisce soltanto quando cerco la liberazione dal labirinto di un’opera per passare ad un’altra, e quindi proseguire il gioco (e provare nuove rincorse, e trovare nuovi labirinti di materia e di senso…).

Nei lavori che propone per una rivisitazione di quarant’anni di carriera, giocata interamente sull’entusiasmo di sperimentare forme e materiali, con un approdo forse non definitivo al bronzo, e tra cui costantemente ritorna l’ accoppiata “donne e cavalli”, Mutti mi costringe ancora una volta a fare i conti con questa idea di movimento che si manifesta soprattutto nella torsione delle figure, nella loro eterna lotta per trovare una forma, nell’armonia che emerge da componenti disarmonici, nella postura che pare non essere mai definitiva e che pure è perfetta così come è.

Non solo donne e cavalli per la verità, o forse questa di cavalli e donne è solo una mia proiezione rispetto a titoli e idee che in passato Mutti ha seminato; perché se c’è un’altra caratteristica che emerge nelle sculture di questo autore singolare è la sintesi di più elementi in una combinazione che, senza perdere la specificità di ciascuno, esalta di fatto l’insieme. Per cui, se in partenza ci sono più cose, infine è dall’insieme che siamo attratti e affascinati.

Quali esiti, per questa incessante ricerca del movimento e della sintesi? Opere di prorompente sensualità, assolutamente personali, in cui traspare evidente la ricerca accurata, ma anche l’amore che l’artista ha nei confronti della materia che tratta, con cui è entrato in relazione senza filtri e senza difese e di cui ci trasmette la forza e il tormento, la passione e l’incanto, il cuore e l’anima, il fuoco che prima le forgia e poi le alimenta.

Enrico Danesi
Sindaco di Rezzato